Cos’è il seno mascellare?
Quando si parla di seno mascellare ci si riferisce a uno dei quattro seni paranasali. Per seni paranasali si intendono le cavità collocate all’interno delle ossa del cranio e chiamate: seno sfenoidale, seno etmoidale, seno frontale e seno mascellare.
I seni mascellari si trovano nell’osso omonimo, collocati al di sotto degli zigomi, e hanno il compito di intervenire nei processi di umidificazione e riscaldamento dell’aria inalata. Dal punto di vista anatomico, il seno mascellare è rivestito da una mucosa (detta mucosa di Schneider) ricoperta da un epitelio dotato di ciglia, che ha la funzione di aiutare a mantenere umida e scaldare l’aria introdotta nell’organismo tramite la respirazione.
Le più comuni patologie che interessano i seni mascellari sono traumi, tumori, polipi, cisti e sinusiti.
Nel momento in cui si genera la necessità di aumentare il volume osseo della mascella, bisogna ricorrere a un intervento chirurgico noto come rialzo del seno mascellare, dove la parte che viene spostata in alto è la sua parete più bassa (detta pavimento).
Intervento di rialzo del seno mascellare: in cosa consiste?
Si ricorre a un intervento di rialzo del pavimento del seno mascellare per aumentare il volume osseo quando non è più possibile inserire gli impianti in modo tradizionale.
Ma da cosa può dipendere la mancanza di volume osseo? Ecco alcuni dei casi più comuni:
- Distanza ravvicinata tra seno mascellare e mascella.
- Erosione dell’osso provocata da una patologia parodontale.
- Traumi.
- Infezioni.
- Perdita dei denti molari.
- Perdita dei denti premolari superiori.
- Ampliamento del seno mascellare (detto: “pneumatizzazione”).
A fronte di casi del genere, un paziente, a seguito indicazione del proprio dentista e dopo aver effettuato una serie di indagini volte ad accertare le caratteristiche anatomiche e funzionali del seno mascellare, può ricorrerne al rialzo del pavimento per poter inserire impianti endossei nelle regioni posteriori dell’arcata dentaria superiore. Per effettuare l’intervento si usano come riempitivi tessuto osseo proveniente dal paziente (solitamente prelevato dalla mascella o dalla mandibola), oppure sostituti ossei (materiale eterologo osteosintetico).
Tipologie di rialzo del pavimento del seno mascellare
Esistono due tipologie di rialzo del seno mascellare.
- Rialzo crestale (o piccolo rialzo)
Questo approccio è scarsamente invasivo e prevede l’inserimento del materiale di riempimento tra membrana e pavimento del seno mascellare, passando dalla cresta ossea. Il suo inconveniente maggiore è non permettere un controllo visivo diretto durante le fasi dell’intervento. - Rialzo laterale (o grande rialzo del seno mascellare)
Il grande rialzo del seno mascellare, invece, consiste nel sollevamento della membrana di Schneider tramite l’apertura di una finestra ossea nella parete laterale della mascella. Viene quindi spinta verso l’alto la membrana e, all’interno della cavità formata, si inserisce il materiale da innesto.
Preliminarmente all’intervento chirurgico il paziente dovrà sottoporsi ad una TAC per valutare le condizioni anatomiche della zona, con particolare riferimento all’individuazione di patologie sinusali ed alla quantità e qualità di osso mascellare residuo.
Possibili complicanze di un intervento al seno mascellare
Nei primi giorni successivi all’intervento potrebbero verificarsi:
- Gonfiore, arrossamento e dolore nella parte del volto corrispondente alla zona operata;
- Un piccolo gemizio di sangue dal naso;
- Nausea, vomito e/o cefalea (per azione traumatica indiretta a livello di alcune strutture nervose);
- Vertigini e disturbi dell’equilibrio conseguenti a spostamenti degli otoliti che sono dei sassolini presenti nell’ orecchio interno (vertigo parossistica);
- Lesioni oculari (enfisema orbitario; chemosi congiuntivale).
Tra le complicanze vi è la perforazione della membrana di Schneider, con dispersione del materiale innestato. In questo caso, l’inserimento degli impianti va differito.
Tra le complicanze vascolari, invece, si può verificare un’emorragia per la lesione di vasi arteriosi che scorrono nello spessore della corticale ossea delle pareti del seno mascellare.
Ulteriore possibile complicanza è l’instaurarsi di un’infiammazione/infezione del seno mascellare (sinusite) che potrebbe comportare anche la necessità di un ulteriore intervento chirurgico eseguito in ambito ospedaliero, quali la revisione del seno mascellare e/o endoscopica sinusale (FESS) in narcosi.
È comunque importante seguire sempre le indicazioni del medico per favorire al meglio il decorso post-operatorio.
Rialzo del seno mascellare: i tempi di guarigione
L’ intervento di rialzo del seno mascellare prevede l’inserimento di osseo naturale e/o sintetico per poter posizionare nell’arcata superiore impianti endossei che in seguito andranno protesizzati. Trattandosi di un intervento praticato in anestesia locale, generalmente, non risulta essere doloroso. Nella maggior parte dei casi, una volta svanito l’effetto dell’anestesia, il paziente può avvertire un lieve formicolio o gonfiore che sparisce nell’arco di qualche giorno.
Durante la fase di recupero post-operatorio, è importante evitare di masticare nella zona trattata e preferire alimenti morbidi o freddi. Per ridurre il rischio di infezioni, sarebbe inoltre opportuno astenersi dal fumo. Nei primi giorni dopo l’intervento è necessario evitare quanto possibile di starnutire e soffiarsi il naso. Per qualche settimana abituarsi a starnutire a bocca aperta evitando di soffiarsi il naso con forza. Inoltre, è obbligo astenersi dall’ attività subacquea per almeno sei mesi e dal viaggiare in aereo per almeno un mese.